Lactarius acerrimus Britzelmayr; come indicato dal nome specifico, il sapore di questo lattario (carne e latice) è molto acre, bruciante. Reperibile in boschi asciutti e termofili di latifoglie (soprattutto Quercia e Castagno) anche nei sentieri erbosi e su terreno compatto.
Caratteri distintivi dal punto di vista macroscopico sono: latice fluido ma scarso, bianco immutabile, molto acre e bruciante; cappello su tonalità giallo-crema con eventuali zonature concentriche più o meno visibili e di colore più scuro; possibile presenza di scrobicoli o guttule sul cappello; margine pileico a lungo involuto; gambo tozzo, corto, liscio o con rari scrobicoli più o meno evidenti; lamelle di colore crema ma con netta sfumatura rosata, anastomosate in vicinanza del gambo, con molte venosità sia sulle facce delle lamelle che negli spazi interlamellari; carne soda e sompatta, biancastra con toni carnicini nel cappello.
Dal punto di vista microscopico il riconoscimento è immediato poiché è un Lactarius con basidi bisporici.
Lactarius acerrimus Britzelmayr; foto di Massimo Biraghi

Il latice risulta acerrimo all’assaggio in Lactarius acerrimus Britzelmayr; foto di Tomaso Lezzi

Lactarius acerrimus Britzelmayr; foto di Antonio Lupo

Lactarius acerrimus Britzelmayr; foto di Tomaso Lezzi

Lactarius acerrimus Britzelmayr; foto di Gianluigi Boerio

Lactarius acerrimus Britzelmayr; dettaglio delle lamelle tipicamente anastomizzate all'attaccatura del gambo e di color carnicino-rosate. Foto di Gianluigi Boerio

Lactarius acerrimus Britzelmayr; foto di Alessandro Francolini

Scrobicoli sull'orlo del cappello di Lactarius acerrimus Britzelmayr; foto di Alessandro Francolini

Lamelle anastomosate in vicinanza del gambo; presenza di venosità sia sulle facce lamellari che negli spazi tra lamella e lamella. Lactarius acerrimus Britzelmayr; foto di Alessandro Francolini

Termine Enciclopedia Illustrata curato e redatto per AMINT da Pietro Curti